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	<title>SoundScape</title>
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	<description>Il suono in cui viviamo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:36:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>PUSH ME! &#8211; MIXTAPES II</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[media education]]></category>
		<category><![CDATA[mixtapes]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-983 alignleft" title="copertina-mixtapes-II" src="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/copertina-mixtapes-II-400x300.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>4 giorni. 4 azioni. 4 approcci alla realtà. 1 video.</p>
<p>Soundscape arriva alla sesta edizione con Mixtapes II, che riprende e sviluppa l&#8217;approccio teorico-pratico e la sperimentazione a 360 gradi su un gruppo di teenager. Un telecomando con cui interagire sulla la propria vita, un click e 4 semplici azioni: play, pause, forward e repeat. Non semplicemente i classici tasti di un player digitale; ogni azione racchiude filosofie e caratteristici modi di <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2012/01/push-me-mixtapes-ii/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/copertina-mixtapes-II.jpg"><img class="size-medium wp-image-983 alignleft" title="copertina-mixtapes-II" src="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/copertina-mixtapes-II-400x300.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong>4 giorni. 4 azioni. 4 approcci alla realtà. 1 video.</strong></p>
<p><strong>Soundscape</strong> arriva alla sesta edizione con <strong>Mixtapes II</strong>, che riprende e sviluppa l&#8217;approccio teorico-pratico e la sperimentazione a 360 gradi su un gruppo di teenager. Un telecomando con cui interagire sulla la propria vita, un click e 4 semplici azioni: <em>play, pause, forward e repeat</em>. Non semplicemente i classici tasti di un player digitale; ogni azione racchiude filosofie e caratteristici modi di interagire con e sul tempo.</p>
<p>Il percorso formativo comprende: lezioni teoriche su <strong>media, musica, internet e nuove tecnologie</strong> e una rielaborazione nel laboratorio pratico. Teoria ma anche la sua concreta applicazione.</p>
<p>Gli studenti si sono messi in gioco per comprendere al meglio il mondo che li circonda per poi rimodellarlo. Il risultato finale è un video in cui tempo e spazio oscillano continuamente, rappresentando la percezione che i ragazzi di oggi hanno della loro realtà.</p>
<p><strong>Paolo Orsacchini / Ruggero Baracco / Alberto Antonello / Mixtapes II / Soundscape© /2012</strong></p>
<p><strong><em>Studenti:</em></strong></p>
<p><strong><em>Play</em></strong>: Ermanno Damian, Edoardo Bettiol, Massimiliano Micelli, Giacomo Corradello, Filippo Vettorato, Matteo Zuliani</p>
<p><strong><em>Pause</em></strong>: Mattia Battistello, Emanuele Vizzo, Giorgia Veronese, Lorenzo Bacchin, Giacomo Burei, Nicoletta Zorzi</p>
<p><em><strong>Forward</strong></em>: Edoardo Mauro, Maria Vittoria Calandri, Chiara Dotto, Alberto Crema, Rossella Pasin, Francesco Balzi</p>
<p><strong><em>Repeat</em></strong>: Laura Baratello, Giovanni Bernardi, Sebastiano Zorzi, Jacopo Bardini, Gianmaria Genovese</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/MDHZXUbTCvs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il mio 2011 in cassettina</title>
		<link>http://www.soundscape.it/2011/12/il-mio-2011-in-cassettina/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mixtapes]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-958" title="Mixtape 2011" src="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/mixtape_cassette-13651-482x300.jpg" alt="" width="337" height="210" />Ma una classifica del 2011 la si fa per canzoni, per album, per concerti o per emozioni? Mi atterrò alla regola temporale dell&#8217;uscita sul mercato nell&#8217;anno in corso, per poter in parte circoscrivere la scelta, altrimenti si rischia di non finire più, già questo post mi ha rubato almeno un paio d&#8217;ora di sonno e proporre una lista in canzoni mi sembrava molto più pratico. Alla fine la scelta per <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/12/il-mio-2011-in-cassettina/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/mixtape_cassette-13651.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-958" title="Mixtape 2011" src="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/mixtape_cassette-13651-482x300.jpg" alt="" width="337" height="210" /></a>Ma una classifica del 2011 la si fa per <strong>canzoni</strong>, per <strong>album</strong>, per <strong>concerti</strong> o per <strong>emozioni</strong>? Mi atterrò alla regola temporale dell&#8217;uscita sul mercato nell&#8217;anno in corso, per poter in parte circoscrivere la scelta, altrimenti si rischia di non finire più, già questo post mi ha rubato almeno un paio d&#8217;ora di sonno e proporre una lista in canzoni mi sembrava molto più pratico. Alla fine la scelta per la fatidica playlist ricade su pochi pezzi da dancefloor, quelli forse meriterebbero una graduatoria a parte, entrano in classifica invece alcune <em>perle</em> da gustare al meglio nella catartica dimensione live o a volume elevatissimo in cuffia.</p>
<p>E poi di questa classifica cosa me ne faccio? Una <strong>playlist su iTunes</strong>? Un <strong>cd</strong>? Una cartella su <strong>Dropbox</strong>? Sarebbe bello fare invece una <strong>cassettina</strong>, come quelle di una volta! Quanto sentimento e quanta fatica, a contare gli spazi giusti tra una canzone e l&#8217;altra e ad arrivare (quasi) giusti alla fine di un lato. Scegliendo qui le nostre 10 canzoni, apparentemente ci potrebbe bastare una TDK da 46 minuti ma dopo un rapido controllo mi accorgo che mi si porrebbe il problema di sempre, con l&#8217;ultima canzone di entrambi i lati tagliata durante l&#8217;ultimo minuto. Sacrilegio! Prendiamone una da 60 minuti<strong> </strong>e piuttosto lasciamo un po&#8217; di spazio libero per infilarci magari in extremis qualche bonus track, anche se si rischierebbe di rompere la simmetria e l&#8217;armonia di una tracklist cosi accuratamente centellinata.</p>
<p>Mi son messo a percorrere a ritroso l&#8217;ultimo anno appena trascorso, accorgendomi di essere molto più influenzato dagli ultimi 6 mesi che dai primi 6, colpa forse della memoria che con l&#8217;età comincia a fare cilecca! E poi vi assicuro che è una noia dover controllare se tutti questi album sono stati editi proprio nel 2011. Ci sono canzoni, band, storie, che ho scoperto solo quest&#8217;anno o che semplicemente ho visto dal vivo, l&#8217;emozione di una performance dal vivo infatti, un momento così estemporaneo, è molto più importante di un&#8217;uscita discografica ed è a volta poco descrivibile a parole, perché non lo si può riascoltare o rivivere, soltanto con uno sforzo di memoria.</p>
<p>Restando in tema di playlist, singoloni, emozioni ed eventi, giusto in questi ultimi mesi io &amp; il mio caro cugino <strong>Niki</strong> abbiamo potuto tagliare il traguardo dei 10 anni (enon sentirli!) di onorata carriera come <strong>SoundPark </strong>dietro una console, ne abbiamo di storie da raccontare che voi nemmeno immaginate! Nel frattempo, presi da mille altre cose, abbiamo posticipato i grandi festeggiamenti: stiamo pianificando una festa come si deve per quando la stagione ci permetterà di spogliarci e banchettare all&#8217;aria aperta!</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5039/5908852311_852d1279d4_b.jpg"><img class="alignright" src="http://farm6.static.flickr.com/5039/5908852311_852d1279d4_b.jpg" alt="" width="204" height="307" /></a>Ma parliamo un po&#8217; dei live di questa annata, con un&#8217;estate senza precedenti! Mi lamento sempre di <strong>Padova</strong>, la mia città, dove però un&#8217;alternanza mozzafiato tra <strong>Summer Student Festival</strong>, <strong>Hey Sun</strong>, <strong>Sherwood</strong> e <strong>Radar Festival</strong>, ha messo in fila in ordine sparso <em><strong>Mogwai, Yuck, Washed Out, I&#8217;m from Barcelona, The Thermals, Nouvelle Vague, Saaros, Ariel Pink, East Rodeo</strong></em>.</p>
<p>Oltre a questi aggiungiamoci anche <strong><em>Annie Hall, Ex-Otago, Ministri e Brunori Sas </em></strong>a guidare una nutrita truppa italiana che in queste quattro ultime stagioni ha visto anche<strong><em> </em></strong>i live da urlo di<strong><em> A Toys Orchestra, A Classic Education, Casa del Mirto, Zen Circus,  Public, New Candy</em>s</strong>, fino alla densa e calorosa <strong>&#8220;Notte della Tempesta&#8221;</strong> al <strong>Rivolta</strong> a inizio dicembre.</p>
<p>Come non bastasse, durante la folgorante stagione estiva è stato il momento anche di <strong>Ferrara Sotto le Stelle</strong> che, come da un decennio a questa parte, ha regalato i suoi autentici miracoli e quello che personalmente è forse il culmine di questa annata musicale, con i <strong><em>Beirut </em></strong>che facevano da supporto ai <strong><em>The National</em></strong>, anche se per me è stato il perfetto contrario.</p>
<p>Aggiungeteci le piccole (grandi) perle che in tanti ci siamo gustati nella piccola (grande) <strong>Mela di Newton</strong>, tra tutti gli <strong><em>A Hawk &amp; A Hacksaw</em></strong> (grazie <strong>Pulse</strong> per averceli regalati!). E una parola da spendere anche sul magico show dei <strong><em>Radio Dept </em></strong>e soprattutto su chi li ha ospitati, quell&#8217;<strong>Unwound </strong>che tanto abbiamo nel cuore e tanto ha dato alla nostra città ma che dopo 5 anni di meraviglie non riaprirà più.</p>
<p>E come raccontare i concertoni infrasettimanali? E le corse pazze dopo il lavoro e gli allenamenti in palestra per andare a vedere i <strong><em>Belle &amp; Sebastian </em></strong>a Milano, i <strong><em>dEUS</em></strong> a Bologna o gli <strong><em>Architecture In Helsinki</em></strong> a Conegliano, cenando con ottime birre medie ma sempre col sorriso in bocca?</p>
<p><a href="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/yuck.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-967" title="yuck" src="http://www.soundscape.it/wp-content/uploads/yuck-450x300.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p>Il 2011 è stato anche la sublimazione della mia anima folk da ex studente erasmus, visto che ho potuto finalmente godermi anche un certo <em><strong>Manu Chao</strong></em> (so già quanti di voi storceranno il naso!), oltre a <strong><em>Goran Bregovic</em></strong> con la <em><strong>Wedding &amp; Funeral Band</strong></em> ed <em><strong>Emir Kusturica</strong></em> con la sua <strong><em>No Smoking Orkestra</em></strong><em>.</em></p>
<p>Nel mezzo di tutto questo mi sono tolto anche lo sfizio di vedere gli <strong><em>Smashing Pumpkins</em></strong>, prestazione onesta, qualche brivido ma nulla di più.</p>
<p>E di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5ojFv748Rfc" target="_blank"><strong><em>Jont</em></strong> </a>vi ho mai parlato? Si può mettere in classifica anche il suo showcase privato nel salotto di mio cugino? C&#8217;era il caminetto acceso, più di dieci persone e un&#8217;ottima scelta di alcolici. Molto meglio di tante altre location! L&#8217;esibizione casalinga ha fatto il paio con la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2ZX8pGrxX_E" target="_blank"><strong><em>Sean Walsh Band</em></strong></a> che aveva suonato nella mia cucina l&#8217;anno prima. Un concerto all&#8217;anno in casa ho capito che bisogna sempre concederselo&#8230; <img src='http://www.soundscape.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A proposito poi di concerti intimisti, immancabile è la citazione per i <em><strong>Grimoon</strong></em> e per tutti gli ospiti che si sono alternati nella loro magica casa di campagna, da <strong><em>Sara Lov</em></strong> ai <strong><em>My Awesome Mixtape</em></strong>, passando per il sorprendente <em><strong>Cabeki</strong></em>.</p>
<p>Tante altre belle cose degne di nota non sono riuscito nemmeno a citarle, sicuramente avrò lasciato per strada qualcosa di clamoroso. Tante altre non le ho nemmeno ascoltate, per mancanza di volontà o di tempo. Oltre alle dieci canzoni prescelte qui di seguito, vi consiglio anche di pescare sparsamente tra <strong><em>The Black Keys, Kasabian, The Strokes, Washed Out, Girls, Bright Eyes, The Vaccines, Crystal Fighters </em></strong>(2010, I know!)<strong><em>, Lana Del Rey, Foster The People, The Pains of Being Pure At Heart, Aucan, I Cani</em></strong> e <strong><em>Dente</em></strong><em>&#8230; </em>giusto per limitarsi a qualche nome<em>.</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>Adesso via con la carrellata ufficiale&#8230; e ricordatevi che quando finisce la musica basta cambiare lato&#8230; Buon 2012 a tutti!</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>1) Radiohead &#8211; Lotus Flower</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/cfOa1a8hYP8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>2) Beirut &#8211; Vagabond</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/ro9XfqT9W6c?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>3) Rapture &#8211; How Deep Is Your Love?</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/-ZR55VKUjgQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>4) Yuck &#8211; Rubber</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/3pt2YuvrWYE?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>5) dEUS &#8211; Dark Sets In</strong></p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/_thBDjCYSO0?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>6) Anna Calvi &#8211; No More Words</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/3ZzQVn1vEf8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>7) Toro y Moi &#8211; Divina</strong></p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/RNXx26pRtcg?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>8 ) Apparat &#8211; Candil De La Calle</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/K4qA73o3c_8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>9) Casa del Mirto &#8211; Human Feelings</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/2XnHtWrG2dA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>10) Immanu El &#8211; Skagerak</strong></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/FY2TtOW-OLc?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il brunch della domenica è la nuova messa!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 00:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Brunch]]></category>
		<category><![CDATA[Mela di Newton]]></category>
		<category><![CDATA[Micibo]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Brunch" src="http://www.nooo.it/soundscape/brunch01.jpg" alt="" width="356" height="504" /></p>
<p>Era da un pezzo che volevamo farlo e adesso pare proprio che ci abbiamo dato un nome e una forma, ora speriamo vada tutto bene e che gli invitati non si pappino tutto in pochi minuti: vi stiamo parlando di un evento tutto speciale che abbiamo ribattezzato Il Brunch della Domencia Ser(i)a e ospitato da quel gioiellino di posto chiamato La Mela di Newton.</p>
<p>Mente ideatrice dell&#8217;evento è stata Chiara (amica dai tempi dell&#8217;università <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/10/il-brunch-della-domenica-e-la-nuova-messa/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Brunch" src="http://www.nooo.it/soundscape/brunch01.jpg" alt="" width="356" height="504" /></p>
<p>Era da un pezzo che volevamo farlo e adesso pare proprio che ci abbiamo dato un nome e una forma, ora speriamo vada tutto bene e che gli invitati non si pappino tutto in pochi minuti: vi stiamo parlando di un evento tutto speciale che abbiamo ribattezzato <strong><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=250555004992994" target="_blank">Il Brunch della Domencia Ser(i)a</a></strong> e ospitato da quel gioiellino di posto chiamato <strong>La Mela di Newton</strong>.</p>
<p>Mente ideatrice dell&#8217;evento è stata <strong>Chiara</strong> (amica dai tempi dell&#8217;università e presente almeno a mille degli stessi concerti dove sono stato anch&#8217;io), che presenterà a breve il suo blog, <strong>Micibo</strong>, chiaramente <em>food oriented</em>.</p>
<p>Noi abbiamo subito supportato le geniale idea, visto che da tempo con Soundscape cullavamo il sogno di un appuntamento culinario accompagnato da una degna colonna sonora, anche se a dir la verità dobbiamo ancora pensare dove andare a parare, penso che i <strong>Belle &amp; Sebastian</strong> segneranno la via e a seguire ci saranno un po&#8217; di divertenti scorribande musicali casuali, magari fatte coretti, seconde voci, trombette e cembali. Che festosità!</p>
<p><img class="alignleft" title="Brunch" src="http://www.nooo.it/soundscape/brunch02.jpg" alt="" width="302" height="227" /></p>
<p>Questo brunch inusuale comincerà quindi dal tardo pomeriggio e ci saranno <strong>muffin, pancakes, cheescake &amp; cookies </strong>a volontà, innaffiati da té, caffè e succhi vari, &#8220;<em><strong>We Bale Love</strong></em>&#8221; risulta così essere il payoff perfetto per una serata condita dai sorrisi, dalla convivialità e dalla buona musica.</p>
<p>E vista la grande ispirazione di questo periodo abbiamo già la testa rivolta a una possibile seconda puntata di <strong>cibo &amp; musica</strong>, nella speranza possa diventare un appuntamento non solo &#8220;serale&#8221; ma anche &#8220;seriale&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo già domani avremo la fortuna di trovarci nel bel mezzo di un altro momento davvero interessante: una festa di <strong>Halloween in salsa messicana</strong>, trattasi di &#8220;<strong><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=282277585130241">Dia de los Muertos</a></strong>&#8220;, dove dovremmo &#8220;musicare&#8221; proprio una cena messicana, vediamo cosa ne uscirà fuori, forse un misto tra mariachi nevrotici e patchanka surfistico, chissà&#8230;</p>
<p>Nel frattempo, in attesa di questo agognato appuntamento, vi lasciamo con alcune regole auree del <strong>brunch postmoderno</strong>, non le abbiamo scritte noi, ma ci sono troppo piacute e ce le citiamo sempre sorridendo:</p>
<p>1. Alzarsi alle due di pomeriggio e mangiare gli avanzi della sera prima non è un brunch</p>
<p>2. Non importa cosa mangi: se è prima delle dieci, è una colazione</p>
<p>3. Se vai fuori casa, mettiti in tiro: <strong>il brunch della domenica è la nuova messa</strong>!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Here, everywhere, ailleurs: storie di festival estivi</title>
		<link>http://www.soundscape.it/2011/09/here-everywhere-ailleurs-storie-di-festival-estivi/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 00:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[I'm from Barcelona]]></category>
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		<category><![CDATA[Radar Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Radar Festival 2011" src="http://www.nooo.it/soundscape/radar01.jpg" alt="" width="504" height="336" /></p>
<p>Per un Festival che si è appena concluso in città, un altro sta arrivando a velocità decisamente spedita: dal Radar al Vintage il passo è breve, oltre che per la distanza geografica, anche per quella temporale e per una serie di persone comuni che gravitano attorno queste realtà, anche se a prima vista sembrano accomunate solo dal cognome, Festival appunto.</p>
<p>Ci basta vivere in una ristrettissima fascia chilometrica per godere di tutti <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/09/here-everywhere-ailleurs-storie-di-festival-estivi/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Radar Festival 2011" src="http://www.nooo.it/soundscape/radar01.jpg" alt="" width="504" height="336" /></p>
<p>Per un Festival che si è appena concluso in città, un altro sta arrivando a velocità decisamente spedita: <strong>dal Radar al Vintage</strong> il passo è breve, oltre che per la distanza geografica, anche per quella temporale e per una serie di persone comuni che gravitano attorno queste realtà, anche se a prima vista sembrano accomunate solo dal cognome, Festival appunto.</p>
<p>Ci basta vivere in una ristrettissima fascia chilometrica per godere di tutti questi stimoli, facendoci macinare pensieri ed emozioni e trasportandoci mentalmente in tanti posti diversi. Viaggi low cost, meglio ancora di Ryan Air, in tempo di crisi poi questa è davvero manna dal cielo.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/radar04.jpg"><img class="alignnone" title="Radar Festival" src="http://www.nooo.it/soundscape/radar04.jpg" alt="" width="504" height="336" /></a></p>
<p>Da un Festival all&#8217;altro quindi, <strong>dalla musica alla moda</strong>, trovando però nel mezzo mille diverse intersezioni: due eventi che rispecchiano <strong>lo spirito del nostro tempo</strong> e che, diciamolo, sono un grandissimo regalo alla città e a chi ci vive, nonostante il feedback e il consenso dei più vicini molte volte sia davvero difficile da ottenere. E&#8217; stato portato un intero mondo dentro a questi due contenitori, e qui la connotazione geografica diventa a questo punto quasi marginale e gli avverbi di luogo perdono di rilevanza.</p>
<p>Da un parte il neonato <strong>Radar Festival</strong>, con un programma musicale quasi irreale per qualità del roster, nonostante le difficoltà logistiche e organizzative. Mettere assieme nomi come <strong>I&#8217;m from Barcelona, Thermals, Washed Out, Yuck</strong> (e tanti altri) sembrava pura utopia di questi tempi ma alla fine è stato tutto vero. &#8220;<em>Let The Revolution Begin</em>&#8221; è stato il payoff del festival e sappiamo che può suonare un tantino pretenzioso come slogan, ma più che nei fatti si puntava a scuotere una clima troppo sonnolento che si affrancasse dall&#8217;ordinario mainstream e desse spazio alla musica come lo si fa appunto &#8220;<em><strong>altrove</strong></em>&#8220;, come se non fossimo a Padova, come se non fossimo in Italia, non per la poca voglia di sentirsi italiani ma per un bisogno sacrosanto di aria un po&#8217; più mondialista.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/radar06.jpg"><img class="alignnone" title="Radar Festival" src="http://www.nooo.it/soundscape/radar06.jpg" alt="" width="504" height="336" /></a></p>
<p>Quella del <strong>Vintage Festival</strong> invece, alla sua seconda edizione dopo il successo fragoroso e quasi inaspettato dell&#8217;anno passato (con più di 20.000 presenze durante i tre giorni), potrebbe apparire una situazione diammetralmente opposta: per la location, il pubblico e l&#8217;offerta generale, fatta di tanti eventi pluridisciplinari accanto a quello che è la tradizionale parte di mostra/mercato. La cosa più divertente è che non si capisce bene quale delle due situazioni predomini, in un affastellarsi di presenze, esperienze e significati, ricchi di condivisione, ricerca, riflessione, un caleidoscopio quanto mai variegato di stili, rivisitazioni e interpretazioni, in un clima straniante dove c&#8217;è tanto da osservare e solo da imparare.</p>
<p>Ricordatevi la nostra amata citazione di Lawrence Lessing: &#8220;<strong><em>rielaborare la cultura, remixarla, è un modo per apprendere</em></strong>&#8220;, è sicuramente uno dei <em>leit motif</em> che accompagnano l&#8217;evento e una buona premessa da tenere a mente per chi volesse parteciparvi.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/vintage02.jpg"><img class="alignnone" title="Vintage Festival" src="http://www.nooo.it/soundscape/vintage02.jpg" alt="" width="504" height="336" /></a></p>
<p>Per chi volesse passare a trovarci, da venerdi siamo qui.<br />
<strong><a href="http://www.vintagefestival.org" target="_blank">www.vintagefestival.org</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.nooo.it/soundscape/vintage03.jpg"><img class="alignnone" title="Vintage" src="http://www.nooo.it/soundscape/vintage03.jpg" alt="" width="180" height="540" /></a></strong></p>
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		<title>Beirut sotto le stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Balkan]]></category>
		<category><![CDATA[Beirut]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[folk]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Beirut a Ferrara" src="http://farm6.static.flickr.com/5038/5909410300_018bfafdac_b.jpg" alt="" width="512" height="340" /></p>
<p>Rieccoci in Piazza Castello a Ferrara, nello stesso luogo incantato che ormai da quasi un decennio ospita concerti indescrivibili, meritandosi oramai una santificazione. Quest&#8217;anno buona parte della fremente attesa si è concentrata sull&#8217;esibizione di Beirut, all&#8217;esordio assoluto in territorio italiano.</p>
<p>Mettere in fila le bands e gli artisti che si sono susseguiti in questi anni a &#8220;Ferrara Sotto le Stelle&#8221; ci da quasi un senso estatico: Radiohead, Sigur Ros, Belle &#38; Sebastian, <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/07/beirut-sotto-le-stelle/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5038/5909410300_018bfafdac_b.jpg"><img class="alignnone" title="Beirut a Ferrara" src="http://farm6.static.flickr.com/5038/5909410300_018bfafdac_b.jpg" alt="" width="512" height="340" /></a></p>
<p>Rieccoci in Piazza Castello a Ferrara, nello stesso luogo incantato che ormai da quasi un decennio ospita concerti indescrivibili, meritandosi oramai una santificazione. Quest&#8217;anno buona parte della fremente attesa si è concentrata sull&#8217;esibizione di <strong>Beirut</strong>, all&#8217;esordio assoluto in territorio italiano.</p>
<p>Mettere in fila le bands e gli artisti che si sono susseguiti in questi anni a &#8220;<em><strong>Ferrara Sotto le Stelle</strong></em>&#8221; ci da quasi un senso estatico: <strong>Radiohead, Sigur Ros, Belle &amp; Sebastian</strong>, <strong>Arcade Fire, Interpol</strong> e <strong>dEUS</strong>. Aggiungiamoci i vari <strong>Arctic Monkeys, Editors, Rapture, Goldfrapp </strong>e qualcun altro che ora ci sfugge.</p>
<p>Per <strong>Beirut,</strong> che io continuo a chiamare al singolare (proprio come è nato artisticamente, salvo poi allargare il nome all&#8217;intera band), è stato gridato al miracolo in tempi non sospetti, dopo essere stati letteralmente folgorati dal suo esordio zingaresco e visionario di &#8220;<em>Gulag Orkestrar</em>&#8220;, attorno al quale si sono poi spese varie leggende, dal fatto che abbia scritto l&#8217;album nel giro di una notte e soprattutto di averlo fatto senza aver mai visitato prima l&#8217;Europe dell&#8217;Est, territorio dal quale proviene buona parte della musica che lo influenza dal punto di vista artistico e compositivo.</p>
<p>Il suo secondo lavoro, &#8220;<em>The Flying Club Cup</em>&#8220;, è la naturale conseguenza di una maturazione rapidissima e dell&#8217;incontro con le atmosfere retro francesi. Cosa chiedere di meglio a questo nomade culturale che incarna in maniera perfetta lo spirito culturale del nostro tempo?</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5039/5908852311_852d1279d4_b.jpg"><img class="alignnone" title="Beirut a Ferrara" src="http://farm6.static.flickr.com/5039/5908852311_852d1279d4_b.jpg" alt="" width="340" height="512" /></a></p>
<p>Ne avevamo parlato già <a href="http://www.teamusic.it/public/post/beirut-the-flying-club-cup-114.asp" target="_blank">in rete nel 2007</a> e avevamo scelto proprio lui quando un anno e mezzo fa avevamo aperto<a href="http://www.facebook.com/SoundscapeRemix" target="_blank"> la pagina di Soundscape su Facebook</a>. Anche perché Beirut e tutto il carrozzone iconografico che si porta dietro è quanto di più vicino alla nostra personale visione della musica e della cultura, attingendo a piene mani da immaginari  senza tempo né confini geografici, con una venatura costante di  nostalgia, tra fanfare gitane, vintage bohemien francese e citazioni sparse e variegate.</p>
<p>I giudizi sono sempre soggettivi e personali e non è facile prendere il distacco giusto per commenti forse più adeguati. Ma tant&#8217;è, sui nostri canali non abbiamo mai fatto cronaca spiccia e abbiamo sempre lasciato spazio a slanci creativi quanto a quelli emotivi. In ogni caso, <em>de gustibus</em>.</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5240/5909412174_647e981b26_b.jpg"><img class="alignnone" title="Beirut a Ferrara" src="http://farm6.static.flickr.com/5240/5909412174_647e981b26_b.jpg" alt="" width="512" height="341" /></a></p>
<p>La data ferrarese è stata dunque l&#8217;esordio italiano per Zach Condon e la sua band, con un&#8217;esibizione po&#8217; <em>sui generis</em>, in un&#8217;atmosfera magica, vista anche la location particolare e l&#8217;orario di inizio, tra l&#8217;ultima luce del giorno e il primo buio serale. A suguire poi c&#8217;è stata  l&#8217;esibizione dei <strong>The National</strong>, headliner della serata, anche se non poche persone nella piazza erano lì proprio per Beirut. Queste impressioni le abbiamo ricevute sia dalla risposta del pubblico che dai commenti vari trovati online sia pre che post concerto, sicuramente non abbiamo un dato statistico per accertare la questione e sinceramente anche poco ce ne importa.</p>
<p>L&#8217;esordio con &#8220;<em>Nantes</em>&#8221; è stato già un pugno al cuore, per quello che forse è il suo brano più riconosciuto, passando poi per una serie senza fine di gemme, da &#8220;<em>Postcards from Italy</em>&#8221; (si, lo aveva detto anche lui sorridendo che era la sua prima data italiana di sempre!) a &#8220;<em>Elephant Gun</em>&#8220;, passando per la commovente &#8220;<em>A Sunday Smile</em>&#8220;, per arrivare poi a una chiusura che rappresenta forse la punta massima del climax compositivo di/dei Beirut, ovvero quella &#8220;<em>The Gulag Orkestar</em>&#8221; che aveva battezzato il suo/loro esordio discografico.</p>
<p>Ora non ci resta che attendere che il caro Zach e la sua allegra brigata passi di nuovo da queste parti, altrimenti non sarà di certo un problema scomodarci per raggiungelo altrove&#8230;</p>
<p>(<em>tutte le foto di questo post sono di <strong><a href="http://www.robertoricciuti.com/" target="_blank">Roberto Ricciuti</a> </strong>che ringraziamo davvero per la gentile concessione!</em>)</p>
<p>Alcuni stralci dello show scovati in rete&#8230;</p>
<p>&#8220;<em>The Gulag Orkestar</em>&#8221;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/y357Bk8Kd_A?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/y357Bk8Kd_A?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8220;<em>Postcards from Italy</em>&#8221;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jC4Mkue-7O8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/jC4Mkue-7O8?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Hummersqueal: quando il Messico suona Grunge!</title>
		<link>http://www.soundscape.it/2011/06/hummersqueal-quando-il-messico-suona-grunge/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conversation]]></category>
		<category><![CDATA[Grunge]]></category>
		<category><![CDATA[Hummersqueal]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Music Business]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal12.jpg" alt="" width="367" height="246" /></p>
<p>E&#8217; la cosa che più ci piace: ricevere le testimonianze da ogni angolo di questo grande mondo, notare le somiglianze e le diversità, è proprio nella dialettica tra questi due concetti si trova il punto cruciale di tutta la nostra visione. Condividiamo le stesse passioni e le stesse note musicali ma le viviamo in un luogo diverso e in un clima diverso.</p>
<p>Tutto merito della mia cara amica francese Séverine, ora in Messico, che <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/06/hummersqueal-quando-il-messico-suona-grunge/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal12.jpg"><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal12.jpg" alt="" width="367" height="246" /></a></p>
<p>E&#8217; la cosa che più ci piace: ricevere le testimonianze da ogni angolo di questo grande mondo, notare le somiglianze e le diversità, è proprio nella dialettica tra questi due concetti si trova il punto cruciale di tutta la nostra visione. Condividiamo le stesse passioni e le stesse note musicali ma le viviamo in un luogo diverso e in un clima diverso.</p>
<p>Tutto merito della mia cara amica francese <strong>Séverine</strong>, ora in Messico, che mi ha fatto conoscere gli <strong>Hummersqueal°</strong>, permettendomi di scambiare quattro chiacchiere con loro, seppure solo online. Vivono a Città del Messico (il chitarrista ha origini siciliane!), hanno un nome tratto da un film russo, una spiccata attitudine grunge americana e i testi in spagnolo che parlano del vissuto quotidiano del loro paese. Sono immersi al 100% nella loro realtà ma hanno la testa rivolta al mondo.</p>
<p>Sono una band della scena indipendente ma con un folto seguito e che partecipano ai più grandi festival alternativi del paese. Chi l&#8217;ha detto che il <strong>grunge</strong> è morto? Forse è solo una storia che ci stanno propinando qui in Europa, ma dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano sembrano pensarla diversamente. E lì pare proprio che il tanto abusato concetto di <strong>musica indie</strong> non sia proprio preso in considerazione. Ma cerchiamo di capirne di più&#8230;</p>
<p>Messicani o &#8220;americanizzati&#8221;? Alternativi o mainstream? Un po&#8217; di tutto e un po&#8217; di nulla, sfatiamo i luoghi comuni e andiamo a curiosare tra le sfumature infinite che nascono in mezzo a questi concetti.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal13.jpg"><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal13.jpg" alt="" width="355" height="237" /></a></p>
<p><strong>Ciao ragazzi, la prima domanda che ci viene in mente è forse la più scontata: il vostro nome da dove arriva?</strong><br />
<em>Un giorno stavamo guardando un film russo in cui un ragazzino indossava una divisa militare sulla quale era scritto &#8220;<strong>hummersqueal</strong>°&#8221;. Anche se a dire il vero non ricordiamo il titolo del film, basti pensare che la band è nata ufficialmente 11 anni fa.</em></p>
<p><strong>Da quali bands siete maggiormente influenzati?</strong><br />
<em>Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Foo Fighters, Stone Temple Pilots, solo per citarne qualcuno. Amiamo molto questo genere che mette assieme chitarre potenti e voci melodiche. Viste le citazioni il nostro genere è il grunge, anche se vorremmo andare al di là di queste etichette che a volte sono riduttive.</em></p>
<p><strong>Cosa significa per voi essere musicisti alternativi in Messico oggi?</strong><br />
<em>Vuol dire fare sforzi e sacrifici perché quello musicale non è un mercato molto sviluppato nel nostro paese. Bisogna lavorare molto e in maniera seria per poter ottenere un buono status e affinché la gente possa avere accesso al nostro prodotto, la musica appunto.</em></p>
<p><strong>Come siete inquadrati nel mondo della musica e della cultura messicana?</strong><br />
<em>La band appartiene a un circuito indipendente e anche se a livello numerico, anche in relazione alla densità di popolazione della capitale (Mexico City, la capitale, conta 45 milioni di abitanti), rimaniamo in un ambito molto underground e sconosciuto dalla maggioranza delle persone.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal09.jpg"><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal09.jpg" alt="" width="410" height="275" /></a><br />
</em></p>
<p><strong>In percentuale quanto vi sentite messicani e quanto invece &#8220;globalizzati&#8221; a livello di produzione musicale? </strong><br />
<em>50 e 50. La produzione di quest&#8217;album oltre che il nostro apprezzamento della musica e 50% messicano e 50% mondiale per le influenze internazionali e la collaborazione con artisti di altre nazioni. La metà è messicana in quanto la tematica è nazionale racconta quello che accade qui. Le parole parlano del nostro odo di vivere l&#8217;attualità messicana fatta di violenza, corruzione e traffico di droga.</em></p>
<p><strong>Qual&#8217;è stata un&#8217;esperienza musicale indimenticabile per voi?</strong><br />
<em>Sicuramente essere stati presenti in tre diverse edizione del festival &#8220;El Vive Latino&#8221; nel 2007, 2009 e 2011. Forse il ricordo più forte è legato all&#8217;edizione 2009 perché durante la nostra presentazione, nonostante un incredibile temporale tutta la gente è rimasta a vedere il nostro spettacolo con un coinvolgimento incredibile. Vedere questa reazione tra la gente ci ha riempito di un&#8217;energia così forte da produrre uno show incredibile per intensità e empatia col pubblico nonostante anche nostri strumenti fossero bagnati. la vibrazione e l&#8217;emozione di quel giorno è stata ineguagliabile in quanto ci siamo resi conto del potere della musica. In più quel festival ci ha permesso di aver accesso a un pubblico maggiore e sicuramente anche più vario.</em><em> &#8220;El Vive Latino&#8221; si svolge ogni anno a Mexico City con una tre giorni dove sono presenti i migliori gruppo rock di tutta l&#8217;America Latina.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal14.jpg"><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal14.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></em></p>
<p><strong>In che posto vi piacerebbe particolarmente suonare?</strong><br />
<em>Ci piacerebbe avere l&#8217;opportunità di esibirci nel resto del Sud America: Argentina, Brasile, Colombia. E in paesi europei, dall&#8217;Inghilterra alla Francia e ovviamente in Italia. Pensiamo siano grandi mercati dove potremmo avere la possibilità di arrivare a un pubblico maggiore ed eterogeneo.</em></p>
<p><strong>Qualche progetto per l&#8217;immediato futuro?</strong><br />
<em>Innanzitutto promuovere al meglio il nostro terzo album che si intitola &#8220;El último aliento&#8221; con il quale gireremo tutto il Messico, torneremo poi anche negli States e qualche paese della America Centrale.</em></p>
<p><strong>Cosa pensate dei nuovi media e della rivoluzione all&#8217;interno dell&#8217;industria discografica?</strong><br />
<em>Con i nuovi media è molto più facile per le persone avere accesso alla tua musica ma è anche più difficile differenziarsi dalle altre band viste le tantissime proposte che si possono trovare in rete ogni giorno. Questo porta a cercare. Il cambiamento profondo nel business musicale è semplicemente un&#8217;evoluzione del prodotto centrale della musica (il cd) in formati più accessibili alla gente (tutti i formati digitali) e questo nuovo scenario obbliga noi musicisti a cercare nuove forme di distribuzione che siano più redditizie ed efficaci.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal08.jpg"><img class="alignnone" title="Hummersqueal" src="http://www.nooo.it/soundscape/hummersqueal08.jpg" alt="" width="412" height="275" /></a></em></p>
<p><strong>Cosa potete immaginare nel futuro della musica?</strong><br />
<em>Il primo cambiamento che stiamo percependo è la veloce estinzione delle case discografiche per come siamo abituati a considerarle oggi, il supporto deo CD ha smesso di rappresentare la fonte di introiti economici principali. Pensiamo che il cambio di formato sia un processo fisiologico, come si è passati dal vinile alla cassetta e dalla cassetta al cd, ora dal cd si passa al formato digitale. Per questo stiamo cercando anche noi di approfittare al meglio di questo nuovo modello di business. Quindi ben venga la distribuzione digitale anche se la concorrenza a livello numerico è elevatissima.</em></p>
<p><em>Crediamo che il futuro della musica indipendente in Messico si la creazione di una nuova casa discografiche che conti su un numero ridotto di gruppi per arrivare a una elevata qualità e sviluppo del prodotto. Le case discografiche si concentreranno principalmente sul booking e sulla pubblicità delle bands, non potendo contare su in rientro economico certo sulla vendita de cd o dei formati digitali soprattutto perché in Messico è difficile sopravvivere semplicemente con questo tipo di vendita, proprio per questo assume un&#8217;importanza fondamentale la dimensione live. I concerti e le tournée permettono sia alla band che alla casa dei rientri monetari sicuri e in aggiunta con il live si arriva a una connessione/scambio molto più intimo ed ematico tra le bands e i fan, oltre alla facile distribuzione  di tutti gli altri prodotti che i gruppi possono offrire in maniera diretta e senza intermediari.</em></p>
<p><em>Il video della canzone &#8220;<em>200 años</em>&#8220;, durante l&#8217;esibizione degli <strong>Hummersqueal°</strong> nell&#8217;ultima edizione di &#8220;<strong><em>El Vive Latino</em></strong>&#8221; (aprile 2011). In questo brano special guest è <strong>Javier Blake</strong>, produttore del loro album &#8220;<em>El Ultimo Aliento</em>&#8221; e membro di un&#8217;altra band messicana, i &#8220;<strong>División Minúscula</strong>&#8220;.</em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H5cisKsEmFU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/H5cisKsEmFU?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>LA BAND</strong><br />
Adrián López &#8211; Batteria<br />
Normand Olea &#8211; Basso/Voce<br />
Christian Guijosa &#8211; Chitarra/Voce<br />
Salvatore Vitale &#8211; Chitarra/Voce</p>
<p><strong>LINK UTILI</strong><br />
<em><a href="http://www.hummersqueal.com" target="_blank">www.hummersqueal.com</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/hummersqueal" target="_blank">www.myspace.com/hummersqueal</a><br />
<a href="http://www.facebook.com/hummersqueal" target="_blank">www.facebook.com/hummersqueal</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Coruña, il faro sul mare e gli Annie Hall</title>
		<link>http://www.soundscape.it/2011/06/la-coruna-il-faro-sul-mare-e-gli-annie-hall/</link>
		<comments>http://www.soundscape.it/2011/06/la-coruna-il-faro-sul-mare-e-gli-annie-hall/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 11:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pictures]]></category>
		<category><![CDATA[annie hall]]></category>
		<category><![CDATA[indie rock]]></category>
		<category><![CDATA[la coruna]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[oceano]]></category>
		<category><![CDATA[torre di hercules]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="La Coruna" src="http://www.nooo.it/soundscape/lacoruna.jpg" alt="" width="362" height="272" /></p>
<p>Con questo post sono felice di inaugurare una sezione del blog che spero possa essere piacevole, evocativa e per una volta user generated. Mi piacerebbe partire da una fotografia qualsiasi, scattata in giro per il mondo e raccontare quello che ci sta attorno, anche solo con poche parole.</p>
<p>Cominciamo con La Coruña e con una foto che mi è rimasta in cuore, prima tappa di uno lungo viaggio tra Galizia, Portogallo e Andalusia <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/06/la-coruna-il-faro-sul-mare-e-gli-annie-hall/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/lacoruna.jpg"><img class="alignnone" title="La Coruna" src="http://www.nooo.it/soundscape/lacoruna.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a></p>
<p>Con questo post sono felice di inaugurare una sezione del blog che spero possa essere piacevole, evocativa e per una volta <em>user generated</em>. Mi piacerebbe partire da una fotografia qualsiasi, scattata in giro per il mondo e raccontare quello che ci sta attorno, anche solo con poche parole.</p>
<p>Cominciamo con <strong>La Coruña</strong> e con una foto che mi è rimasta in cuore, prima tappa di uno lungo viaggio tra Galizia, Portogallo e Andalusia con traversie innumerevoli e avventure indicibili, in questo piccolo scorcio d&#8217;Europa che ci ha visti continuamente e felicemente affacciati sul mare.</p>
<p><strong>La Coruña</strong> appunto, l&#8217;evocazione musicale ci rimanda al solito Manu Chao di <em>Me Gustas Tu</em>, mentre nella mitologia calcistica questa città rappresenta un campo minato per le squadre italiane viste le sconfitte nelle coppe Europe di Juventus e Milan contro il <strong>Deportivo</strong>, la squadra locale, anche se quest&#8217;anno il terz&#8217;ultimo posto nel campionato spagnolo ha significato la triste retrocessione in <em>Segunda División</em>.</p>
<p>Abbiamo potuto ammirare una città vivissima, con un profumo, una luce e un vento tutto particolare (e come descriverlo?), dove le tapas sono buonissime e variegate anche se il <em>pulpo gallego</em> batte tutti! Per non parlare poi del nostro amore per la birra locale, <em>Estrella Galicia</em>, e per un bar <em>british oriented</em> tra le stradine del centro.</p>
<p>E poi questa foto che da su un orizzonte indefinito, dove di lì a poco ci si affaccia sul mare, anzi sull&#8217;oceano, i nostri piedi sopra la <em>Rosa de los vientos </em>e le nostre menti libere di viaggiare altrove. Altrettanto affascinante è quello che si trova alle nostre spalle: la <strong>Torre di Hércules</strong>, un antico faro costruito dai romani. Non so perché ma ho un debole per tutti i fari guardano a Nord…</p>
<p>Proprio alla fine di quel viaggio arrivammo invece all&#8217;opposto Sud della penisola iberica, e in una delle piazze centrali di <strong>Cadice</strong> ci siamo imbattuti in una mostra fotografica che raccoglieva alcuni  scorci con scogliere, fari, mare e porti.</p>
<p>Incredibile ma vero abbiamo ritrovato la Torre di Hércules assieme ad altri scatti, rubati dal nostro passato, come il <em>Point de Poulain</em> (un altro faro che guarda verso Nord!) a <strong>Belle-Ile-en-Mer Mer</strong>, piccolissima e graziosa isola francese a est della Bretagna e poi <strong>Capo de São Vicente</strong> in Portogallo il punto più a sud est di tutta l&#8217;Europa, visitato giusto qualche giorno prima di approdare a Cadice.</p>
<p>Parlando di musica, quando si è <em>on the road,</em> la preparazione della colonna sonora comincia a casa ben prima dei vari bagagli&#8230; e quando c&#8217;è di mezzo di mare abbiamo sempre in serbo una trilogia sacra che però non spenderemo qui, ma nella prossima puntata dedicata a spiagge e oceani.</p>
<p>Il viaggio galiziano, cominciato però in maniera surreale all&#8217;aeroporto di Valladolid ha avuto un fortunato mix di indie italiano (anche se a chiamarlo cosi suona davvero male), rigorosamente annata sportiva 2007/2008: <strong>Annie Hall, Edwood, Dadamatto, Ex-Otago, My Awesome Mixtape</strong>…</p>
<p>Ah, proprio i cari <strong>Annie Hall</strong> che tre anni fa hanno fatto parte della soundtrack di questo trip pazzesco, a sorpresa da alcuni mesi sono anche colonna sonora lo spot tv della Wind con la meravigliosa <strong><em>Ghosts&#8217; Legs</em></strong> e giusto oggi saranno di passaggio qui vicino, all&#8217;<strong>Hey Sun Festival di Padova</strong>. Coincidenze, <em>tout simplement</em>.</p>
<p>Un ringraziamento ai compagni d&#8217;avventura e alla nostra speciale amica e guida  turistica Lucia, siamo tutti nella foto, tranne chi l&#8217;ha scattata, a posteriori involontario colpevole di questo inutile post <img src='http://www.soundscape.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/X3ETNXnmlJs?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/X3ETNXnmlJs?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Brian Eno: il suono come firma artistica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 10:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concept]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Eno]]></category>
		<category><![CDATA[musica contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[registrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Brian Eno" src="http://www.nooo.it/soundscape/brianeno.jpg" alt="" width="315" height="388" /></p>
<p>Brian Eno, in un articolo di Repubblica di venerdì 27 maggio, dopo aver parlato del suo nuovo lavoro &#8220;Drums Between the Bells&#8220;, ci offre una riflessione sullo &#8220;state of the art&#8221; della musica contemporanea:</p>
<p>&#8220;La rivoluzione attuale ha a che vedere soprattutto col modo in cui viene recepita la musica. Puoi ascoltare la musica che vuoi, dove vuoi, e in qualsiasi sequenza. Il pubblico può ascoltare senza particolari aspettative un mio pezzo, poi <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/05/brian-eno-il-suono-come-firma-artistica/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/brianeno.jpg"><img class="alignnone" title="Brian Eno" src="http://www.nooo.it/soundscape/brianeno.jpg" alt="" width="315" height="388" /></a></p>
<p><strong>Brian Eno</strong>, in un articolo di <em>Repubblica</em> di venerdì 27 maggio, dopo aver parlato del suo nuovo lavoro &#8220;<strong><em>Drums Between the Bells</em></strong>&#8220;, ci offre una riflessione sullo &#8220;<em>state of the art</em>&#8221; della musica contemporanea:</p>
<p>&#8220;<em>La rivoluzione attuale ha a che vedere soprattutto col modo in cui viene recepita la musica. Puoi ascoltare la musica che vuoi, dove vuoi, e in qualsiasi sequenza. Il pubblico può ascoltare senza particolari aspettative un mio pezzo, poi uno di Sinatra, Miles Davis e poi i Metallica, uno dopo l&#8217;altro, si sta perdendo il senso storico di queste musiche, che per noi era decisivo, e ci si rende conto che <strong>lo stile di registrazione è come una firma</strong>, e i musicisti diventano sempre più consapevoli di questo, <strong>il suono diventa fondamentale</strong></em>&#8220;.</p>
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		<title>Sucate, marketing virale &amp; tragicommedie all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 10:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="welcome to sucate!" src="http://www.nooo.it/soundscape/sucate03.jpg" alt="" width="504" height="210" /></p>
<p>Corriamo il rischio di essere troppo citazionisti ma diventa anche difficile, oltre che un po&#8217; ridondante, andare a scrivere ciò che altri hanno già scritto in maniera sintetica ed efficace. Uno dei temi più gettonati sia online che nei media tradizionali in questa settimana, è stato sicuramente quello delle elezioni milanesi che stanno vivendo un intenso countdown prima del fatidico giorno del ballottaggio, con il sindaco uscente Letizia Moratti che sta <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/05/sucate-marketing-virale-tragicommedie-allitaliana/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/sucate03.jpg"><img class="alignnone" title="welcome to sucate!" src="http://www.nooo.it/soundscape/sucate03.jpg" alt="" width="504" height="210" /></a></p>
<p>Corriamo il rischio di essere troppo citazionisti ma diventa anche difficile, oltre che un po&#8217; ridondante, andare a scrivere ciò che altri hanno già scritto in maniera sintetica ed efficace. Uno dei temi più gettonati sia online che nei media tradizionali in questa settimana, è stato sicuramente quello delle <strong>elezioni milanesi</strong> che stanno vivendo un intenso countdown prima del fatidico giorno del ballottaggio, con il sindaco uscente <strong>Letizia Moratti</strong> che sta tentando un difficile recupero rispetto al candidato avversario <strong>Giuliano Pisapia</strong>.</p>
<p>Astraendosi da ogni giudizio o opinione politica, in queste settimane sono balzati all&#8217;occhio alcuni fenomeni, come la scarsissima capacità comunicativa dimostrata dai vari attori del centro-destra: &#8220;<em>la competenza che questo ceto politico ha strutturato e messo a frutto in quasi vent&#8217;anni di supremazia televisiva si è rivelata incapace di rinnovarsi per mezzi di comunicazione diffusa e veloce, come Twitter e Facebook. Al contrario, è chiaro che proprio la logica “push” della comunicazione tradizionale è stata una delle principali cause di quella che non possiamo non  considerare una spettacolare débacle</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/sucate05.jpg"><img class="alignnone" title="Moratti vs Pisapia" src="http://www.nooo.it/soundscape/sucate05.jpg" alt="" width="426" height="316" /></a></p>
<p>La campagna pubblicitaria messa in piedi su <strong>Facebook </strong>dalla Moratti, non aveva nulla a che vedere con le nuove regole scritte e non scritte della comunicazione social e con le dinamiche <strong><em>user generated</em></strong> che hanno fatto dei social network una vera e propria rivoluzione: banner fuorvianti (inneggianti al Milan o agli animali) che portano poi a una pagina ufficiale ad altissimo tasso di istituzionalità:</p>
<p>&#8220;<em>La comunicazione politica subisce in Rete lo stesso trattamento riservato a quella commerciale: un marchio o una persona che cercano promozione online devono far sì che la loro causa diventi di pubblico dominio, piuttosto che arruolare forze per diffondere il verbo. La partecipazione spontanea si genera più rapidamente e, soprattutto, non rischia di ritorcertisi contro: sul Web il tempo fra azione e reazione è praticamente nullo e lo è, allo stesso tempo, la possibilità di controllare la piega che la reazione prende ed eventualmente modificarla</em>&#8220;.</p>
<p>Per non parlare del caso Red Ronnie, che scrivendo sulla sua pagina ufficiale che il festival per band emergenti <strong><em>LiveMi</em></strong> ha subito lo spostamento a data da destinarsi a causa di un non ben precisato &#8220;<strong>effetto Pisapia</strong>&#8220;, ha dato vita a un piccolo fenomeno virale, decuplicando le visite  e i &#8220;<em>Like</em>&#8221; alla sua pagina ma vedendosi letteralmente inondato dalle frasi degli utenti che si divertivano a scrivere frasi, tra citazioni e massime surreali che vedevano Pisapia come protagonista.</p>
<p>Il buon Red, speciale &#8220;consulente&#8221; della Moratti e a quanto pare lautamente ricompensato, ha pensato bene di esporsi nuovamente con un filmato rivolto appunto agli utenti dove, se da una parte si apriva coraggiosamente al dialogo, dall&#8217;altra appariva troppo qualunquista affermando che &#8220;<em>la Rete</em>&#8221; ha invaso la sua pagina. Proprio questa <strong><em>Rete</em></strong> ci sembra qui però considerata come un&#8217;entità sovra umana e quasi diabolica e non considerata per quello che con molta semplicità effettivamente é: una serie di <strong>persone comuni</strong>, facilmente <strong>interconnesse</strong> tra loro. Ci sorprendiamo ancora dei fenomeni virali che accadono online?</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/sucate06.jpg"><img class="alignnone" title="Red Ronnie" src="http://www.nooo.it/soundscape/sucate06.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Personalmente mi sono interessato della temeraria quanto preoccupante attività in rete della figlia di Red Ronnie, <strong>Luna</strong>, che attraverso due video messaggi postati anche attraverso i canali ufficiali YouTube e Facebook del padre, cerca di giustificare la sua frase incriminata su Pisapia e le &#8220;accuse&#8221; rivolte dal &#8220;<em>ragazzo sobrio</em>&#8220;, un utente che a sua volta aveva creato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=c1XosayjdrQ&amp;feature=related" target="_blank">videomessaggio</a> per rispondere a quanto detto, scritto e fatto da Red Ronnie. Ne è nato un simpatico siparietto, dove il <em>ragazzo sobrio</em>, tra l&#8217;altro persona ben nota in rete, analizza con pungente ironia tutta la situazione e l&#8217;imbarazzante pressappochismo con cui Ronnie prima e la figlia poi hanno affrontato la questione.</p>
<p>Nello specifico sono rimasto basito anch&#8217;io dalle parole di Luna: se nel primo video parla con superficialità pericolosa di comunismo, fascismo e massimi sistemi del mondo, nel secondo, in maniera ancora più grave, afferma che il primo filmato è stato una piccola messa in scena per prendere in giro i 60.000 utenti (oggi arrivati a 83.000) che hanno visualizzato il video: ne è nato così in maniera inconsapevole un piccolo <strong>compendio di marketing virale</strong> all&#8217;epoca del social web, tra luoghi comuni, clichés e banalità. Un video che sicuramente faremo vedere nel prossimo workshop di Soundscape, invitando i ragazzi a capire dove stanno gli errori, o meglio, a capire la <strong>complessità</strong> che sottende a questo imbarazzante pressapochismo, sul quale evitiamo di entrare in altri dettagli etici, che potrebbero generare infinite discussioni e polemiche.</p>
<p>Aldilà dell&#8217;inconsistenza delle parole della giovane Luna magari si sottovalutano semplici dinamiche che proprio oggi avvengono online: i numeri ottenuti da quel video sono facilmente spiegabili in quanto veicolati tramite gli account del padre, già di per sé numerosi ma cosa ancora più importante non è il dato numerico e nemmeno i diversi insulti (sempre da censurare) che sono piovuti da più parti, ciò che è da considerare è la densità dei commenti e la loro parte qualitativa, l&#8217;imbarazzo e la lieve indignazione che messaggi così superficiali hanno generato.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OTU3taH-Ois?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/OTU3taH-Ois?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per farla breve, non ho certo perso il weekend per godermi questi teatrini virtuali ma l&#8217;ho fatto dedicandoci un quarto d&#8217;ora, sorseggiando un caffè la domenica pomeriggio, incuriosito dal fatto che nel mio stream di aggiornamenti su Facebook diversi amici postassero questo video accompagnato da vari commenti, non tanto per partecipare al festival della stupidità in rete ma proprio per il fastidio creato da certe parole, non di un&#8217;utente &#8220;x&#8221; ma di una persona che parla sopra un piedistallo privilegiato a livello di visibilità.</p>
<p>Da pare mia non posso considerare come una perdita di tempo vedere un video, di per sé prettamente inutile ma è però inserito in un contesto ben più ampio e quasi cruciale per la nostra politica, come appunto sono le elezioni milanesi, assume un significato particolare. E non può nemmeno essere considerata una perdita di tempo la manifestazione di un proprio dissenso o fastidio, nei confronti di così tanto arrogante inutilità.</p>
<p>Chiudiamo però questa parentesi, che rischia di portare via l&#8217;attenzione da cose ben più importanti e dall&#8217;ultimissima <em>gaffe</em> del centrodestra milanese su <strong>Twitter</strong>, piattaforma ben meno controllabile di Facebook e molto poco direzionabile a livello pubblicitario (solo poco più di 500 followers per la Moratti).</p>
<p>Ironicamente sollecitati sull&#8217;argomento di una fittizia moschea in costruzione in un fantomatico quartiere del capoluogo lombardo, l&#8217;ufficio stampa morattiano ha risposto per le rime, negando ogni possibile azione edilizia e non rendendosi conto della palese presa in giro. Il quartiere in questione, <strong>Sucate</strong> (in <strong>via Puppa</strong>!) è diventato in pochi minuti una della parole più gettonate online, oltre ad essere diventato l&#8217;<em>hashtag</em> italiano più popolare su Twitter, generando infiniti commenti, video o grafiche ironiche sul fantomatico quartiere, incrociandosi così in maniera ancora più ironica ed enfatica con le frasi su Pisapia dei giorni precedenti.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/sucate04.jpg"><img class="alignnone" title="Morattwitter" src="http://www.nooo.it/soundscape/sucate04.jpg" alt="" width="383" height="304" /></a></p>
<p>Per chiudere, cito direttamente <a href="http://www.doppiozero.com/materiali/editoriale/se-sucate-non-ci-fosse-bisognerebbe-inventarla" target="_blank">alcuni stralci dell&#8217;articolo</a> che ci ha ispirato maggiormente, in quanto con lucida sintesi racchiude l&#8217;essenza del tema che abbiamo affrontato:</p>
<p><em>Il mondo dell&#8217;impresa italiano soffra di un distacco culturale impressionante rispetto al resto del mondo per quello che riguarda la comunicazione digitale, non tanto per il numero degli utenti quanto per l&#8217;incapacità strutturale di comprendere le forme più elementari del loro funzionamento. Il mondo dell&#8217;impresa italiana, di cui questo ceto politico è la diretta espressione, continua a guardare alla comunicazione con un modello da anni cinquanta emittente-codifica-trasmissione-decodifica-ricevente.</em></p>
<p><em>La comunicazione sui social network funziona in un modo completamente diverso. Si tratta di ambienti sociali virtuali porosi, nei quali gli utenti si sentono per definizione liberi di appropriarsi dei contenuti e trasformarli in elementi nuovi che, se hanno fortuna, divengono memi, unità simboliche virali che sfuggono ad ogni controllo.</em></p>
<p><em>In ecologie comunicative così complesse, a volte la logica quantitativa del marketing perde terreno a favore di una qualitativa, più obliqua e imprevedibile. Molti “Mi piace” non si trasformano necessariamente in voti, ma possono trasformarsi rapidamente in una figuraccia di dimensioni epiche.</em><br />
Nel frattempo, mentre tra ieri e oggi questo post era in elaborazione, due notizie inutili e una importante: Red Ronnie se ne esce con un altro videomessaggio autoprodotto che parla di amicizia, <strong>Gigi D&#8217;Alessio</strong> rinuncia all&#8217;esibizione che doveva tenere in Piazza Duomo a Milano per la Moratti ma soprattutto qualcuno in Rete ha cominciato a chiedersi se <strong>Sucate</strong> esistesse davvero&#8230;<em></em></p>
<p><em>to be continued</em>&#8230; statene certi! <img src='http://www.soundscape.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Antonello</strong></p>
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		<title>Enjoy the silence: guida all&#8217;ascolto postmoderno</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Il tempo delle mele" src="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence01.jpg" alt="" width="550" height="330" /></p>
<p>Avremmo voluto scriverlo noi un articolo così denso e intenso, lunghissimo ma a suo modo sintetico e illuminato. “The Wall of Sound” è un articolo di Nikil Saval, apparso nel mese scorso su Internazionale e originariamente pubblicato nel magazine americano n+1.</p>
<p>E&#8217; esattamente quello che con Soundscape stiamo cercando di portare avanti ormai da qualche anno: la musica come punto di partenza e media privilegiato nell&#8217;esperienza socioculturale delle persone, in base <span class="read_more">[ <a href="http://www.soundscape.it/2011/05/enjoy-the-silence-guida-allascolto-postmoderno/">Leggi tutto</a> ]</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence01.jpg"><img class="alignnone" title="Il tempo delle mele" src="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence01.jpg" alt="" width="550" height="330" /></a></p>
<p>Avremmo voluto scriverlo noi un articolo così denso e intenso, lunghissimo ma a suo modo sintetico e illuminato. “<em>The Wall of Sound</em>” è <a href="http://www.internazionale.it/il-muro-del-suono/" target="_blank">un articolo di <strong>Nikil Saval</strong></a>, apparso nel mese scorso su <strong><em>Internazionale</em></strong> e originariamente pubblicato nel magazine americano <em><strong>n+1</strong></em>.</p>
<p>E&#8217; esattamente quello che con <strong>Soundscape</strong> stiamo cercando di portare avanti ormai da qualche anno: la musica come punto di partenza e media privilegiato nell&#8217;esperienza socioculturale delle persone, in base alla propria appartenenza geografica e al proprio background.</p>
<p>Nemmeno a farlo apposta proprio quest&#8217;anno a gennaio, <strong>Paolo</strong> e <strong>Ruggero</strong> hanno proposto nel nostro consueto workshop invernale un tema quanto mai azzeccato, analizzando<a href="http://www.soundscape.it/2011/03/li-abbiamo-rotti-mangiati-e-schiacciati/" target="_blank"> le evoluzioni dei supporti musicali</a> all&#8217;interno del mercato discografico e nei costumi delle diverse generazioni, partendo dal vinile per arrivare fino all&#8217;iPod e all&#8217;era digitale contemporanea, giocando poi con i ragazzi con una serie di applicazioni creative di questi supporti materiali, basta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=sygMRPwPA_U" target="_blank">vedere il video</a> per capire che cosa si è combinato.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence02.jpg"><img class="alignnone" title="MIxtapes Workshop" src="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence02.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Vorremo a questo punto chiamare in causa anche un musicofilo di tutto rispetto come <strong>Nick Hornby</strong> e sentire come sarebbe la sua versione di “<em><strong>High Fidelity</strong></em>” in salsa postmoderna, senza negozi di vinili da gestire o mixtapes da preparare con selezione certosina e playlist maniacali.</p>
<p>Giusto un paio di settimana fa alla <a href="http://www.digitalweek.it/" target="_blank"><strong><em>Digital Week</em></strong></a> organizzata dall&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia, abbiamo inoltre accennato al mutamento delle società, dei rapporti e dei comportamenti delle persone in base allo sviluppo della tecnologia e delle rinnovate dinamiche socioeconomiche, citando appunto questo articolo di Saval e volendo crearne un&#8217;estensione, <a href="http://www.soundscape.it/2011/02/i-tweet-di-piazza-tahir/" target="_blank">allargando l&#8217;analisi a tutta la sfera dei <strong>social network</strong></a>.</p>
<p>Ora non possiamo che estrapolare le parti più significative di un articolo che vi invitiamo comunque a <a href="http://www.internazionale.it/il-muro-del-suono/" target="_blank">leggere per intero</a>, ne varrebbe davvero la pena. Vengono citati <strong>Adorno</strong>, <strong>Bordieu </strong>e le loro diatribe,<strong> Joan Baez</strong>, <strong>John Cage</strong> e la celebre <em>4&#8217;33</em>, <strong>Gainsbourg</strong> e i <strong>Beatles</strong>, <em>of course</em>&#8230;</p>
<p>Proprio quello dei <strong>Beatles</strong> è un caso paradigmatico, citati in questo articolo come autentici promotori di rivoluzioni ed emancipazioni sociali tra i giovani dell&#8217;epoca, sono comunque perfettamente in tema con quanto stiamo dibattendo a livello di cultura digitale e di nuova concezione dei media culturali e di consumo. Qualche mese fa la celebre discografia dei <em>Fab Four</em> è entrati in vendita su <em>iTunes</em>, segnando un momento cruciale in cui un pezzo di storia della musica si è piegata, dopo lunga resistenza, alle leggi del mercato e alle normali abitudini consumistiche.</p>
<p><a href="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence03.jpg"><img class="alignnone" title="Beatles on iTunes" src="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence03.jpg" alt="" width="720" height="370" /></a></p>
<p>In effetti ora i Beatles tutti, con incredibile completezza, stanno dentro la mia <em>library</em> di <em><strong>iTunes</strong></em>, facilmente riversabili in un <strong><em>iPod</em></strong> e visto che ci siamo, anche in un <strong><em>iPhone</em></strong>. La facilità di fruizione mi ha portato comunque a non riuscire ad ascoltarli interamente nella loro mastodontica completezza, la &#8220;bulimia&#8221; da accumulo ci sta portando infatti a frazionare e disperdere le possibilità e le capacità di ascolto. Fa sorridere ripensare a come proprio i Beatles siano stati il mio primo approccio estetico alla musica, folgorato davanti alla tv, quando in un noioso pomeriggio invernale a 7 anni li ho visti esibirsi in &#8220;<strong><em>Let it Be</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Da li è nato il mio rapporto personale con la musica (anche se qualche anno prima avevo esordito cantando in giro per casa “<strong><em>Ebony and Ivory</em></strong>” di Paul McCartney e Stevie Wonder), con mio fratello che ha creato un sorta di “<em>best of</em>” su una musicassetta da 90 minuti, 45 per lato, facendomi scrivere da solo i titoli delle canzoni e fornendomi così qualche primo rudimento di lingua inglese. Oltre a quelle storiche e preziosissime cassettine mi sono arrivati in mano anche i vinili (sempre di proprietà fraterna) degli stessi Beatles, che ancora oggi ascolto, apprezzandone l&#8217;utilizzo tecnico del diverso supporto e sonorità che ne conseguono, rendendomi conto sempre di più del gap temporale ed emotivo che si sta creando con questo tipo di situazioni.</p>
<p>Esaurita quest&#8217;ampia parentesi beatlesiana e autoreferenziale (ma ci sta, stiamo appunto dicendo che la fruizione musicale è un atto individuale ed ognuno porta con sè la propria esperienza!) per punti percorriamo un po&#8217; a ritroso le considerazioni più interessanti di questo articolo&#8230;</p>
<p><strong>Il supporto modifica gli atteggiamenti&#8230;</strong><em><br />
Due anni fa, in piena crisi finanziaria, il sociologo urbano Sudhir Venkatesh si chiedeva sul New York Times perché non fossero scoppiate delle rivolte di massa contro le banche. Dov’erano i forconi? E soprattutto dov’erano le folle? La risposta, secondo Venkatesh, era l’iPod: “Negli spazi pubblici serve un’interazione che crei la ‘mentalità di gruppo’. La maggior parte degli apparecchi come l’iPod tiene i cittadini separati gli uni dagli altri. Non puoi unirti a un movimento se non senti quello che dicono i partecipanti. Complimenti a mister Jobs per aver ostacolato i cambiamenti sociali”.</em></p>
<p><em><a href="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence04.jpg"><img class="alignnone" title="iPod, therefore I am" src="http://www.nooo.it/soundscape/enjoythesilence04.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>E la modalità “shuffle” ha il fatto il resto!</strong><em><br />
L’iPod promette l’emancipazione dalla questione del gusto. In un mondo basato sullo shuffle, quello che le persone ascoltano potrebbe essere sempre meno legato alla classe sociale e al potere d’acquisto. In altre parole: non sarà il gusto a rivelare le differenze di classe, ma l’assenza di gusto. Proprio come certi buongustai guadagnano punti per aver assaggiato di tutto, dal pesce palla al tè al burro di yak, così la persona che conosce e apprezza ogni genere di musica raggiunge una strana “raffinatezza attraverso la non selezione”. Ma questa presunta fuga dalla selezione finisce spesso per diventare la forma di selezione più estrema e fastidiosa.</em><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Selezione vs. Non-Selezione</strong><em><br />
Una cassa di cento lp corrisponde più o meno a tre giorni di musica. Un qualunque iPod da 60 giga­byte ne custodisce cinquanta. Qualcuno di voi ha mai ascoltato, anche una sola volta, tutta la musica che ha?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>La musica modernista come specchio dei movimenti sociali di fatto non esiste più.</em></strong><em><br />
Propinato fino alla nausea dai canali tv come una merce, il rock degli anni sessanta non ha più la carica che diede vita ai movimenti sociali dell’epoca. Eppure Jimi Hendrix, Janis Joplin, John Coltrane, Miles Davis, George Coleman, i Rolling Stones, i Beatles, Terry Riley, LaMonte Young e Steve Reich, anche se non hanno mai cantato una sola parola rivoluzionaria, erano tutti direttamente impegnati nei movimenti sociali, o molto vicini alle loro lotte.</em></p>
<p><strong>La musica colta e il valzer dei generi nel panorama pop: due concetti agli antipodi.</strong><em><br />
Il numero di generi ha raggiunto livelli assurdi, possiamo citare decine di esempi senza neanche sforzarci: house, witch house, dub, dubstep, hardstep, dancehall, dancefloor, punk, post punk, noise, “Noise,” new wave, nu wave, no wave, emo, post emo, hip-hop, conscious hip-hop, alternative hip-hop, jazz hip-hop, hardcore hip-hop, nerdcore hip-hop, Christian hip-hop, crunk, crunkcore, metal, doom metal, black metal, speed metal, thrash metal, death metal, Christian death metal, e non dimentichiamo lo shoegazing. Intanto mille anni di musica colta europea sono raggruppati sotto un’etichetta sola: “classica”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>L&#8217;industria dei media si è adeguata su nuove logiche: la teoria della coda lunga, il modello del freemium, il capitalismo ibrido e la dialettica tra cultura RW (read &amp; write) e RO (read only).</strong><em><br />
Se non trovavi quello che cercavi alla radio, toccava cercarlo su canali alternativi, continuando a stare attenti che di lì non passasse un industriale cattivo. Oggi l’industriale non ha più bisogno di monopolizzare i gusti musicali. Gli basta prendere qualche centesimo dal dollaro che paghiamo per scaricare una canzone. A volte non gli importa neppure di sapere se abbiamo pagato, basta che ascoltiamo la nostra musica rubata sul suo lettore di mp3, l’archiviamo nel suo computer e la mandiamo ai nostri amici attraverso la sua rete.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Il rifiuto dello shopping pop.</strong><em><br />
Lo shopping pop, quella musica di sottofondo che sentiamo nei centri commerciali e nei supermercati senza quasi notarla… Probabilmente il barista del locale sotto casa vostra per sopportare la noia dipende dalla voce lugubre ed esile di Bon Iver quanto voi dipendete dal caffè. L’iPod è l’oggetto che dobbiamo comprare per non rimanere indifesi contro la musica sempre più scadente usata per farci comprare roba: l’abbraccio mortale del tardo capitalismo in forma sonora.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Il silenzio&#8230; come non l&#8217;avevate mai sentito prima&#8230;</strong><em><br />
E se provassimo a non ascoltare nulla? Il silenzio è l’elemento del nostro mondo rumoroso che apprezziamo meno, e che minacciamo di seppellire brano dopo brano. Il silenzio è l’esperienza musicale più a rischio della nostra epoca. Aumentandolo, potremmo scoprire cosa stiamo cercando di soffocare con tutta questa musica, cosa non abbiamo la forza di sentire.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em> </em><strong>Alberto Antonello</strong><em><br />
</em></p>
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