Workshop Teach Me: creatività, situazionismo & neo-accattonaggio

Assieme allo Studio Nooo ci siamo trovati in azione in una delle esperienze più divertenti ed appaganti svolte non solo assieme a loro ma proprio in generale a livello formativo.

La location è stata il famoso Teach Me che nel settembre 2009 vedeva svolgersi la sua sesta edizione. Si tratta di un festival della creatività, organizzato in workshop di tre giorni in cui gli studenti dello IUAV di Venezia si imbattono nei laboratori più disparati.

Lo Studio Nooo era stato chiamato ad organizzare proprio uno dei sei laboratori in programma e raccogliendo il consenso preventivo di più di trenta studenti (con le iscrizioni aperte anche a studenti esterni allo IUAV, abbiamo avuto due ragazzi arrivati appositamente da Firenze per l’occasione) che avevano scelto la nostra attività semplicemente leggendo la presentazione pubblicata online.

Crisi” recita il titolo scelto per il nostro workshop e proprio in tempi di crisi per i giovani creativi e facile finire per strada senza lavoro a fare i barboni. Alle fine anche questo settore rischia di diventare inflazionato, a causa dell’alto tasso di disoccupazione, con la concorrenza che potrebbe cominciare a farsi terribile.

Perché dunque non pensare a un marketing creativo e customizzato per gli accattoni al fine di racimolare i soldi in maniera divertente? Dopo una breve premessa sul concetto che volevamo esprimere e sulle possibilità realizzative, l’allegra brigata si è subito attivata dividendosi in piccoli gruppi, proponendo idee, facendo un preventivo sui materiali e sulla fattibilità delle prime idee e cominciando sin dal primo giorno a metter mano nella pratica alla suggestioni emerse nelle prime ore.

La mattina della seconda giornata ha visto la chiusura di tutti i lavori, visto anche l’entusiasmo e la complicità che si era creata dentro e fuori l’aula di lavoro, grazie anche a un lavoro di staff incredibile, grazie all’angolo “coffee break” costruito appositamente con microonde, pane, brioche e caffé sempre disponibili e con una vera e propria consolle permanente in aula con un incessante e piacevole tappeto sonoro.

Nel pomeriggio finalmente siamo passati all’azione: un’ora circa di autentico divertimento in Campo Santa Margherita e dintorni. Il risultato? Credo che il video parli da solo.

Involontariamente ci siamo trovati in mano un discreto gruzzolo di monete, che poteva essere ben più congruo, se non fosse intervenuta la polizia locale a chiedere spiegazioni del casino che si stava creando. Benvenuti in Italia, altrove in Europa ci avrebbero fatto un sonoro applauso per lo sforzo creativo!

L’ultimo giorno è servito per fare il bilancio complessivo del workshop e noi stessi siamo stati i primi ad esserci stupiti dalla velocità del nostro operato e dal risultato inaspettato: un sacco di soldi!

Per chiudere il cerchio e fare in modo che questi tre giorni non fossero fine a se stessi ma acquisissero un senso compiuto, ecco che con una semplice telefonata abbiamo contattato il responsabile della mensa dei poveri di Venezia, al quale abbiamo raccontato quanto accaduto e il contesto da cui è nata l’azione, regalando alla sua associazione di volontari la somma in denaro che abbiamo raccolto. Le sue parole commosse sono state il nostro premio più grande.

Anche qui la dimostrazione di come la creatività possa esplodere in maniera più fragorosa proprio a partire dagli elementi più piccoli e apparentemente poveri di contenuti e potenzialità. Bisogna avere la capacità e a volte l’umiltà di guardare appena aldilà della superficie, a volte troppo ingannevole…

LA GALLERIA FOTOGRAFICA DEL WORKSHOP

Alberto Antonello

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